Maurizio: dal Genesi 14
(
Divagazioni interpretative di Maurizio)

   

Nel cercare di ‘decifrare’ questo capitolo mi sono impegnato nella ricerca etimologica dei nomi ebraici, sia delle persone che dei luoghi citati. In questo modo, oltre alla difficoltà del reperimento di informazioni e riferimenti validi, mi sono imbattuto in un ginepraio di significati non immediatamente districabile. Inoltre, non conoscendo direttamente la lingua  ebraica, potrei aver fatto errori o commesso imprecisioni. Oltre a ciò ho cercato di rintracciare ulteriori elementi simbolici, analogie e metafore, complicando ulteriormente la situazione con le mie ‘divagazioni’. Ecco il risultato.

1.      Il primo elemento che mi sembra importante sottolineare è la rilevanza del numero 12 all’interno del capitolo:

·        i re in lotta sono 4+5=9. Escludendo Abramo, Lot e Melchisedek perché parzialmente estranei alla vicenda, possiamo aggiungere al computo i tre alleati di Abramo: anche ad essi, infatti, saranno dovute le spartizioni del bottino di guerra. Abbiamo, dunque, 9+3=12.

·        La ribellione di una parte di questi re contro l’altra avviene dopo 12 anni di sottomisione.

·        Abramo conduce al suo seguito 318 uomini, e 3+1+8 è uguale a 12.

·        Dal capitolo successivo, Genesi 15, sappiamo che il ‘domestico’ della casa di Abramo, in un certo senso il suo collaboratore più fidato, è Eliezer. Questo nome in ebraico significa “Dio aiuta”. La somma del valore numerico delle sue lettere, cioè Aleph(1)+Lamed(30)+Iod(10)+Ayin(70)+Zayin(7)+Resh(200), è 318. Questo spiega l’utilizzo da parte di Abramo di 318 combattenti: il significato del numero si identifica con “Dio aiuta” ed è quindi chiara l’indicazione. Rimane, comunque, il fatto che 3+1+8=12.

Tutte queste coincidenze numeriche fanno pensare al calendario ebraico che consta di 12 mesi luni-solari e anche ai 12 segni zodiacali, conosciuti da tempo immemorabile: ne abbiamo traccia in molte culture antichissime dell’area mesopotamica e mediterranea. Per fare un esempio, fra i tanti possibili, citiamo la sorprendente stele egiziana di Dendera nella quale è scolpito uno zodiaco sostanzialmente identico a quello conosciuto ai nostri giorni, oltre ad una dettagliata mappa del cielo dell’emisfero nord. Possiamo, così, ritenere di non essere troppo lontani dal vero ipotizzando allusioni zodiacali nel contesto del capitolo in esame.

2.      Esaminiamo, dunque, in dettaglio le implicazioni dell’’ipotesi zodiacale’:

a.       nella fattispecie abbiamo la storia di una rivolta, una guerra fra due confederazioni di stati, una che sottomette e opprime, l’altra che dopo un ciclo di 12 anni si ribella.

b.      i re, tribù, città o ‘nazioni’ che siano, corrispondono al ciclo annuale, ai segni astrali e ai mesi del calendario; il ‘ciclo’, l’angolo giro di 360 gradi che questi riferimenti rappresentano, è un simbolo del tempo, del ‘cerchio’, della totalità, dell’evoluzione;

c.       la lotta fra di loro allude ad un nuovo assetto che le ‘influenze astrali’ assumono; può darsi anche che vi sia il riferimento ad uno sconvolgimento dell’asse terrestre, oppure ad un importante mutamento delle configurazioni culturali e simboliche del mondo allora conosciuto.

d.      i re ‘oppressori’, coalizzati nella cosiddetta ‘confederazione mesopotamica’, sono quattro. I ‘ribelli’, coalizzati in quella che dagli esegeti biblici viene definita ‘confederazione mediterranea’, sono cinque. I successivi alleati di questi ultimi sono tre. Abbiamo, quindi, tre gruppi di contendenti.

e.       In astrologia esiste un unico modo per suddividere i dodici segni in tre gruppi: essi sono classificati in insiemi di quattro con tre tipologie. Queste ultime sono quelle dei ‘segni cardinali’, ‘segni fissi’ e ‘segni mutevoli’. I ‘cardinali’ corrispondono ai cardini del ciclo annuale, cioè gli equinozi e i solstizi; i ‘fissi’ corrispondono al culmine climatico di ogni stagione e rappresentano la primavera, l’estate, l’autunno, l’inverno; i ‘mutevoli’ sono relativi al declino delle relative condizioni atmosferiche e descrivono i momenti di passaggio, le trasformazioni.

f.        In base alle osservazioni precedenti non è difficile l’identificazione delle tre coalizioni del testo. I ‘segni fissi’, infatti, sono dei ‘dominatori’. Essendo il mondo mesopotamico del racconto compenetrato di caratteristiche primitive, violente e disintegrative, i dominatori sono, naturalmente, degli oppressori. I segni fissi sono: Toro, Leone, Scorpione e Acquario (corrispondono simbolicamente anche ai quattro ‘animali’ dell’Apocalisse, però qui con valenze negative). Scendendo nel dettaglio abbiamo:

·        Chedorlaomer, re di Elam. Il significato dei termini ebraici è: “Insieme di covoni”, re della “(Città dell’) Eternità”. I ‘covoni’ e l’’eternità’, emblemi dell’abbondanza agricola e della conseguente sopravvivenza nel tempo, indicano il segno del Toro.

·        Amrafel, re di Sennaar: “Colui che parla di cose oscure”, re del “Paese dei due fiumi”. L’allusione alla vicinanza dei grandi corsi d’acqua mesopotamici suggerisce l’identificazione di questo sovrano con l’Acquario. Le ‘cose oscure’ testimoniano l’inversione al negativo del potenziale comunicativo di questo segno astrologico.

·        Arioch, re di Ellasar: “Simile al leone”, re di “Dio è il castigatore”. Sia la somiglianza con l’animale totemico che l’allusione alla severità e al potere del dio sono in armonia con la costellazione simbolica del Leone.

·        Tideal, re di Goim: “Grande figlio”, re delle “Nazioni”. L’originaria radice ebraica per ‘grande figlio’ ha anche il significato di ‘paura’, ‘terribile’, ‘terrificante’. Siamo, dunque, di fronte ad un re potente e crudele, forse sanguinario, che domina con la forza diversi popoli. L’identificazione con l’infido Scorpione è più che plausibile.

g.       Se i ‘segni fissi’ sono i dominatori e oppressori, i rivoltosi devono per forza essere i ‘segni mutevoli’, espressioni della trasformazione e del ribaltamento delle condizioni stagionali. Essi sono Gemelli, Vergine, Sagittario e Pesci. Poiché la ‘confederazione mediterranea’ consta di cinque re, bisognerebbe aggiungere un quinto simbolo tratto dai ‘segni cardinali’. Quale? I ‘segni mutevoli’, in effetti, mancano di un ‘condottiero’, essendo tutti piuttosto fluidi proprio per il loro carattere di mutabilità. Notiamo che, stando al testo della Genesi, nella ‘coalizione mediterranea’ spicca il re di Sodoma: viene assalito, combatte, tratta le condizioni; probabilmente è lui il capo delle città alleate. “Bera, re di Sodoma” significa “Figlio del male”, re della “(Città) Ardente”. Fra i quattro ‘segni cardinali’ soltanto uno può corrispondere, al negativo, alle caratteristiche ‘infere’ o ‘infernali’ indicate: il Capricorno, talvolta nel simbolismo accostato proprio al diavolo. Vediamo le attribuzioni degli altri re:

·        Birsa, re di Gomorra: “(Colui che agisce) con iniquità”, re della “(Città della) sommersione”; il riferimento all’essere sommersi fa pensare ai Pesci. L’’iniquità’ può essere la caratteristica negativa del segno che, al positivo, è in relazione con l’innocenza.

·        Sinab, re di Adma: “Splendore del padre”, re di “Terra rossa”. L’accenno alla ‘terra’ e quella che può essere l’indicazione di una particolare considerazione paterna sembrano alludere al segno della Vergine. Il ‘rosso’ sottolinea ancora una volta l’accezione passionale e inferiore nella quale sono utilizzati questi simboli.

·        Semeber, re di Zeboim: “Alto volo”, re della “(Città della) Gazzella”. La leggerezza e il volo suggeriscono l’attribuzione a questo sovrano del Sagittario, il segno della ‘sagitta’, la freccia.

·        Re di Bela, cioè Zoar: re di “Distruzione”, cioè “Insignificanza”. Questo re non ha nome, ma la sua città ne ha due: siamo di fronte ai significati negativi, distruttivi e spersonalizzanti del segno dei Gemelli.

h.       Rimangono da interpretare gli alleati di Abramo. Abbiamo già visto come possano corrispondere ai ‘segni cardinali’, escluso il tenebroso Capricorno. Tutti e tre sono Amoriti, che in ebraico vuol dire ‘dicitori’, ‘parlatori’: essi segnano l’inizio degli equinozi e dei solstizi, importanti momenti cardine. Sappiamo come la vibrazione sonora e la parola, il ‘logos’, siano essenziali per l’attività creatrice, per gli inizi (ricordiamo il Genesi 1,3-6: ”Elohim allora ordinò…”, “Elohim disse ancora…”); la definizione sembra, quindi, appropriata. Essi sono:

·        Mamre, cioè “Forza”: l’attribuzione non può che essere quella dell’impetuoso Ariete.

·        Escol, cioè “Grappolo” o “Sciame”: la molteplicità insita nel nome richiama la vitalità, il movimento e l’abbondanza di frutti dell’estate, di cui il Cancro rappresenta il solstizio.

·        Aner, cioè “Ragazzo” o “Giovanetto”, è collegabile con la Bilancia: nell’iconografia la bascula è talvolta sorretta proprio da un giovanetto. Nel calendario ebraico la Bilancia, corrispondente all’equinozio d’autunno e al mese di settembre-ottobre, segna l’inizio del nuovo anno: il ciclo si rinnova e ridiventa ‘giovane’.

i.         Anche dando per plausibile questa costruzione interpretativa zodiacale, rimane la domanda: “Che significato ha tutto ciò?” Per poter rispondere dobbiamo innanzitutto osservare che la maggior parte dei i dodici re-simboli sono con evidenza ‘negativi’. Abramo si  immette in una guerra dove ambedue le coalizioni hanno caratteri disintegrativi, e lo fa soltanto per salvare Lot: anche dopo la vittoria non prenderà parte alle spartizioni. Questo sottolinea come le influenze degli astri siano sempre da considerare ‘esterne’ rispetto alla coscienza individuale che ne è svincolata: esse sono comunque fattori ‘karmici’, cioè sovrapposizioni strutturali, condizionate e condizionanti rispetto alla vera natura di ognuno. Il messaggio del capitolo, dunque, risiede nel fatto che Abramo interviene – per così dire – nella guerra dei contrasti del ‘mondo’ per reintegrare una parte di sé, Lot, sia pure esterna e legata alla personalità: ricordiamo che ‘Lot’ significa ‘involucro’, ‘contenitore’. Abramo non si immedesima nel conflitto: partecipa al ‘gioco’, ma ne rimane pur sempre indipendente. Melchisedek, re di Salem – che significa “Il mio re è giusto”, re della “(Città della) pace” – rappresenta in questo contesto il Sé, lo Spirito. Con il suo intervento sacrale sancisce e completa la costituzione di una consapevole ‘trialità’ nell’uomo, attualizzata anche grazie alla lotta descritta: Spirito-Melchisedek, Anima-Abramo, Corpo-Lot.

3.      Ora qualche accenno ai luoghi che, nel racconto di Genesi 14, sono teatro dei conflittuali eventi descritti: essi possono indicare gli stadi di un processo evolutivo e sono in numero di 11. Viene subito da pensare alle Sefiroth dell’Albero della Vita, che sono 10+1, dove quest’ultima è rappresentata dallo zero-Kether. Se i re rappresentano gli elementi della trasformazione, cioè del movimento, i luoghi della battaglia ne sono le fasi. I loro nomi associati alle Sefiroth sono:

10.’(Luogo) sterposo’ (Seir): è riconoscibile in Malkuth

9.‘Mare salato’ (Siddim): Melach Yam, il Mar Morto, cioè Yesod, il Fondamento della battaglia.

8.‘(Luogo) rovente’ (Am): lo leghiamo allo Splendore-Hod.

7.‘Stella a due punte’(Astarot Karnaim): Astarot è un’antica divinità stellare, associabile alla Venere di Netzach.

6.‘Pianura delle due città’ (Save Kiriataim): la centrale Tifereth, fra alto e basso.

5.’Giudice’ (Dan): Geburah, la Giustizia.

4.’Sorgente del giudizio’ (En Mispat) o ‘Santo’ (Kades): Chesed, la Misericordia.

3.’Nascondimento’ (Coba) a settentrione di ’Silente tessitore’ (Damasco): Daath, la Sefirah occulta.

2.’Palma della doppia caverna’ (El Paran): Binah, origine - sull’Albero - della dualità primordiale.

1.’Suddivisione dalla palma da dattero’ (Cazazon Tamar): Chokmah, primo della serie dei numeri, dove inizia la suddivisione dell’Albero.

0 o 11.’Pianura’ (Save) o Valle del re: la Corona o Kether, dove si celebra El Elyon, il Dio Altissimo.

In queste zone del conflitto che abbiamo definito ‘evolutivo’, vengono inoltre sottomesse inizialmente delle popolazioni che possono rappresentare qualificazioni ancora primitive, rozze, le prime ad essere superate nel processo descritto. I relativi luoghi-Sefiroth sono associabili – dal nostro punto di vista – anche ai ‘chakra’, come sotto elencato:

·        ‘Giganti’ (Refaim) in Netzach-Astarot Karnaim: plesso solare.

·        ‘Creature irsute’ (Zuzim) in Hod-Am: chakra dell’ombelico.   

·        ‘Terrori’(Emim) in Tifereth-Save Kiriataim: chakra del cuore  

·        ‘Cavernicoli’ (Hurriti) in Malkuth-Seir: chakra alla base della spina dorsale. Fra i contendenti vi sono, poi, popoli più ‘raffinati’: i ‘Levigatori’(Amaleciti) e i ‘Dicitori’(Amorrei) che aiutano Abramo e che si legano a  Chokmah, come già esaminato.



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