Pensaci Giacomino
(alchimie
interpretative di Maurizio)

 

1.      Scavando nel profondo delle opere di Pirandello - come anche in quelle di altri autori, nei film, nei sogni, negli eventi della vita quotidiana, in noi stessi e, insomma, ovunque – con lo scopo di rinvenire un significato ‘occulto’, tentiamo di applicare un importante motto alchemico: “Visita Interiora Terrae Rectificandoque Invenies Occultum Lapidem”, e cioè “visita l’interno della terra e rettificando troverai la Pietra Occulta”, la Pietra dei Filosofi. Andando oltre il senso letterale e anche, probabilmente, il significato che l’autore ha voluto dare alle sue opere, cerchiamo di ‘rettificare’ - che nel nostro caso vuol dire interpretare - trovando una traccia ulteriore, archetipica, che si colleghi con le Grandi Verità ricercate dall’uomo.

2.      Il proposito potrà apparire arbitrario, ambizioso o esagerato - e certamente lo è come accade per qualsiasi sfida - però si basa su un’intuizione comune a molte ricerche e culture mistiche: esiste una realtà fondamentale oltre le apparenze; ogni cosa, tutti gli eventi della nostra vita, tutti i discorsi e i fenomeni, non fanno altro che parlarci di quella Realtà indicandocela, così da condurci gradualmente ad una comprensione sempre maggiore di essa.

3.      Per venire a “Pensaci Giacomino” - la vicenda del vecchio professore che sposa una giovane donna al solo scopo di lasciarle al momento della morte, che egli immagina non troppo lontana, la sua pensione di insegnante di Storia Naturale – viene subito da osservare come il nostro insegnante, fin dalle prime battute della commedia, si presenti come una persona che ha trovato in sé stessa un nucleo di profonda saggezza e umanità: egli fa una differenziazione fra i ruoli sociali formali e la vera essenza dell’uomo, fra le regole imposte dall’esterno e la realtà di ognuno. In questo è senza dubbio un ‘insegnante di Storia Naturale’: questa materia, infatti, in quanto ‘storia’ può essere metafora dell’evoluzione della coscienza, cioè di quella legge di natura che permette alle creature viventi di imparare dalle esperienze acquisite allo scopo di ampliare la consapevolezza di sé e del Sé; in quanto ‘naturale’, rispetto alla cultura dominante all’epoca di Pirandello improntata al nazionalismo, al potere maschile, all’autoritarismo, all’indiscriminato dominio dell’uomo sull’ambiente e sulle forme di vita ‘inferiori’, è portatrice di un carattere rivoluzionario: nella ‘natura’, infatti, predominano valori opposti, ‘femminili’, di sensibilità e accoglimento, di rispetto di tutti i fenomeni, di eguaglianza fra tutte le forme di vita.

4.      Il professore ritiene di aver sofferto e faticato molto nel suo lavoro, ottenendo a duro prezzo la possibilità di avere una pensione; ‘rettificando’ questi concetti per trovare in essi significati occulti, vi leggiamo una metafora dell’impegno e della concentrazione richiesti dal cammino autoconoscitivo: la saggezza acquisita dal professore scaturisce da reale esperienza di vita, dalla conoscenza dei propri e degli altrui limiti, dal concreto e continuo sforzo nell’applicazione della compassione, come fa un vero insegnante che, nel senso più profondo, è Maestro e Bodhisattva. In effetti un Maestro, soprattutto se propone una visione spirituale rivoluzionaria per l’epoca in cui vive, si pone il problema della prosecuzione della sua opera dopo la morte o, piuttosto, sente la responsabilità di passare la sua esperienza e il suo insegnamento alle giovani generazioni. Nel buddhismo, ad esempio,  si parla a questo proposito di ‘trasmissione della Legge’. Nella preoccupazione del professore della commedia di far ereditare la pensione ad una giovane donna in condizioni economiche non buone si può leggere proprio questo desiderio di ‘trasmettere’ il risultato dei suoi sforzi, di non vanificare il senso della sua ricerca, ma di far sì che qualcuno, sia pure giovane e inesperto, possa trarne beneficio.

5.      A questo punto, però, emergono circostanze non previste dal professore: la giovane donna prescelta come sposa ‘nominale’ ed erede reale, ha un problema grave e difficile da risolvere per la mentalità dell’epoca. Gli confessa, infatti, di essere incinta di un ex-allievo dello stesso professore, Giacomino, un bravo giovane senza però una ‘sistemazione’: la cosa ha caratteristiche inaccettabili per i genitori di lei e per la società rigidamente moralista in cui vivono. Il professore decide di modificare un poco il suo piano: sposerà la ragazza e, al contempo, accoglierà il nascituro come suo figlio; permetterà, in più, a Giacomino di conservare il ruolo di innamorato, marito e padre effettivo. Dopo la sua morte i due giovani potranno vivere finalmente allo scoperto la loro unione, sopravanzando fino a quel momento il problema ‘sociale’ che questa unione comporta. Dal punto di vista interiore la vicenda può indicare che un Maestro, nel trasmettere conoscenza ed esperienza, comprende e accetta che esse non possano essere accolte passivamente e, per così dire, in modo acritico: il ‘discepolo’ non è terreno ‘vergine’, ma possiede una sua mentalità, una propria esperienza, delle caratteristiche individuali in cui il messaggio sapienziale deve potersi inserire.

6.      La giovane donna del racconto, simbolicamente ‘femminile’ e dunque ‘ricettiva’, è una figurazione dell’Anima, ed è in rapporto con una controparte polare maschile, quindi simbolicamente attiva, positiva, razionale, intellettiva; le due polarità hanno prodotto un ‘figlio’, cioè una integrazione reciproca, un risultato. Insieme costituiscono l’allegoria di un’unica individualità, erede del professore. Sebbene questi, come ‘Maestro’, voglia ‘trasmettere la Legge’, rendendosi conto che l’operazione va ad incidere in una coscienza già strutturata e in evoluzione, realizza che essa deve prima d’ogni altra cosa essere protetta e liberata da pregiudizi, falsi moralismi, autorità religiose e sociali retrograde e arroganti: in effetti, prima che il discepolo possa camminare con le sue gambe, deve essere aiutato a ‘distaccarsi’ dai condizionamenti dell’ambiente e del suo destino karmico, oltre che da ostacolanti preconcezioni in lui innate.

7.      Il professore nel frattempo ha ricevuto anch’egli un’eredità da un lontano parente dell’est e ora è ricco: ricordando che l’est, l’oriente, è la direzione della luce nascente, dell’illuminazione e dello spirito, potremmo interpretare ciò come una crescente consapevolezza di un legame con la ‘Tradizione Interiore’. Il professore, dunque, si rivela sempre più come il Senex della storia, forse per Pirandello è espressione di una saggezza che egli sente sempre più declinare in un Novecento perbenista e arroccato sulla forma più che sui contenuti delle passate religiosità.

8.      Il prosieguo della storia vede il tentativo del professore di proteggere e liberare la giovane coppia farsi sempre più difficile: i falsi moralisti reagiscono diventando sempre più pressanti, invasivi e violenti, fino a convincere il giovane Giacomino del suo presunto ‘errore’ e allontanandolo dalla compagna Lillina. Il professore, con un atto di sfida al potere religioso costituito e all’intrigo famigliare, lo recupererà facendolo tornare in sé, aprendogli gli occhi sulla ‘moralità-immorale’ di chi vuole separarlo dalla moglie e dal figlio.

9.      “Pensaci Giacomino!”: con questa esortazione il giovanotto viene sollecitato a fare una scelta fra la sua amata e un’altra ‘fidanzata’ che le convenzioni sociali vogliono proporgli. Viene alla mente l’Arcano VI del Tarocco, l’Innamorato, che deve anche lui fare una scelta simile. La situazione corrisponde al momento in cui l’allievo, colui che ha ricevuto l’insegnamento spirituale, si trova concretamente ad un bivio, di fronte al quale deve operare una scelta concreta in prima persona e in piena responsabilità. In quel momento si ha la crescita, il salto di qualità: tutto quello che è stato acquisito sarebbe lettera morta senza questa importante e necessaria decisione autonoma. Giacomino sceglie per la sfida al pregiudizio e all’autoritarismo religioso: solo in quel momento, in effetti, il professore potrà dirsi soddisfatto della sua opera. In quell’istante si attuerà la vera trasmissione della Legge.

10.  Pirandello, in un certo qual modo, può identificarsi proprio con Giacomino che viene, così, ad essere il protagonista della storia più dello stesso professore. Il grande drammaturgo, forse, nella vita ha fatto proprio come questo suo personaggio, operando la difficile scelta suggeritagli dal suo Senex a favore della propria rivoluzione interiore, frutto (il figlio) della sua sensibilità, della sua Anima (la compagna), a discapito dei convenzionalismi sociali e culturali che come artista ha voluto sempre denunciare e avversare.

11.  Concludiamo con una schematizzazione della storia in esame per mezzo dell’’Albero Esoterico’. Per farlo teniamo presente che:

a)      tutti i personaggi vanno considerati come parti simboliche di un unico individuo;

b)      il professore, ‘Senex’ del racconto, è una figurazione del ‘Maestro Interiore’, cioè il nucleo di saggezza e di spiritualità presente in ognuno di noi;

c)      la ‘trasmissione della Legge’, l’eredità, non è altro che il tentativo dello Spirito di comunicare con la ‘personalità’ individuale;

d)      ‘Giacomino’ rappresenta la ‘mente intellettiva’, mentre la sua compagna Lillina è il cosiddetto mondo ‘astrale’, cioè il sentimento, la parte emotiva; Ninì, il figlioletto, è la coscienza in evoluzione;

e)      lo Spirito trova un immediato riscontro nel sentimento, che ‘sposa’: la fede è spesso la via più diretta alla consapevolezza delle verità interiori;

f)        l’intelletto-Giacomino è invece maggiomente condizionato e condizionabile dalle circostanze, dall’ambiente, dall’’esterno’, e ciò in dipendenza di una sua limitazione o immaturità non ancora superata: dovrà operare in sé una trasformazione facendo la scelta di cui abbiamo parlato;

g)      la sorella di Giacomino, Rosaria, il prete Landolina e il ‘paese’ in genere rappresentano, naturalmente, il ‘mondo fisico’, ‘esteriore’, assiahnico’ e le circostanze karmiche ostacolanti.

 

 

 

 

Indietro